Arte & Computer fra Gioco e Simulazione

Un giorno le macchine riusciranno
a risolvere tutti i problemi,
ma nessuna di esse potrà mai porne uno
Albert Einstein

"La creazione dell’opera d’arte è creazione del mondo" e per costruire un’ipotesi d’interpretazione del mondo e realizzare un progetto di azione sulla realtà, occorre fare appello a quel tipo di immaginazione che si pone al confine tra il mondo interno e la realtà esterna e considerare che ciò che non esiste è ciò che non può essere immaginato e che l’unico contrassegno dell’impossibilità è il non riuscire a concepire.

D’altra parte le cose definite immaginarie a priori sono spesso cose reali che devono adattarsi a particolari contesti per potersi affermare; la geometria di Lobacevskij e di Riemann , ad esempio, non è altro che la geometria molto reale di una particolare superficie.

Se ora partiamo dal presupposto che ogni téchne, cioè ogni arte, ha la caratteristica di creare forme e di stabilire relazioni tra più elementi, che è poi anche la caratteristica peculiare dell’intuizione e della produzione matematica, si potrà affermare che, nel caso di rappresentazione artistica o di costruzione matematica, le relazioni che intercorrono tra questi elementi sono degli eide, sono produzioni intellettuali.

Proprio oggi, per la prima volta nella storia dell’uomo, l’intellettuale che voglia avviarsi verso il nuovo mondo, può disporre di uno strumento virtuale di grande potenzialità, all’interno del quale si possono generare fenomeni, eventi, immagini, universi non reali, appunto virtuali, che non sono ciò che sembrano, così come l’immagine di un corpo davanti allo specchio.

Questo strumento è il computer: strumento che consente di costruire mondi e di far apparire, sopra la superficie del suo schermo - nuova dimora delle nostre fantasie - l’ombra delle nostre idee espresse attraverso la simulazione ...